Interviste

Allegri pre-Atalanta: “Non farò tanto turn-over, giocherà…”

Intervistato nella sala stampa dello Juventus Stadium Massimiliano Allegri ha parlato prima della partita di Tim Cup contro l’Atalanta.

Fino a che punto si spingerà il turnover per la Coppa Italia? Possiamo aspettarci Pjaca subito?

“Dovrò vedere l’allenamento di oggi per decidere e valutare. Domani andrà in campo la migliore formazione per la partita di domani, non ci sarà grandissimo turnover, anche perchè dietro siamo contati: abbiamo Chiellini squalificato, Bonucci oggi vedremo se potrà essere a disposizione almeno per farlo venire in panchina; quindi dietro siamo contati. A metà campo qualcuno riposerà e davanti dovrò valutare. Dybala ha bisogno di giocare perchè ha giocato poco e per trovare la continuità ha bisogno di giocare. Pjaca è tanto che è fuori. Sicuramente uno spezzone lo farà. O farà il primo tempo o farà il secondo tempo, ma sicuramente Pjaca giocherà domani”.

Vedremo Rincon dal primo minuto? Giocherà Evra?

“La situazione di Evra è la solita di due giorni fa, con Patrice ci abbiamo parlato, ci ho parlato, la situazione al momento è così. Dopo non si sa cosa verrà fuori, ma al momento le cose con lui sono molto chiare. E lui è stato molto chiaro con noi e con me. Rincon potrebbe giocare, vedrò perchè stamattina Sturaro era mezzo influenzato, quindi dovrò vedre chi avrò a disposizione per il centrocampo, comunque Rincon potrebbe partire dall’inizio”.

Visto che siamo in tema di record, ti piacerebbe vincere la terza Coppa Italia di fila, cosa che non è mai riuscita a nessuno?

“Non è per il record, è questione che domani entriamo nella competizione e bisogna giocare per arrivare in fondo. Non è semplice perchè quest’anno abbiamo l’Atalanta agli Ottavi, poi avremo un altro turno importante ai quarti, un’altra semifinale importante se saremo bravi ad arrivarci. Quindi una partita per volta. Domani affrontiamo l’Atalanta che è una squadra che sta bene, che chiunque giochi fa bene, perchè in Coppa Italia contro il Pescara hanno giocato quelli che giocano meno e hanno fatto una bella partita, con un sistema di gioco diverso. Quindi domani se non l’affrontiamo per il verso giusto verremo eliminato. Domani è una finale, ci saranno i tempi regolamentari, rischiamo i supplementari e bisogna evitare questo perchè poi domenica abbiamo una partita difficile a Firenze, quindi se riusciamo a risparmiare un po’ di energie domani sarebbe importante, ma non sarà semplice”.

L’altra sera hai detto: dal mercato non mi aspetto nulla. Ma avevi chiesto qualcosa?

“No, non avevo assolutamente chiesto niente, non mi aspetto niente perchè, ripeto, alla Juventus bisogna prendere i giocatori per migliorare la qualità tecnica della squadra. Se c’è la possibilità di prenderli, la società, come ha sempre fatto in questi anni, li prende, altrimenti è meglio rimanere con questi che abbiamo che sono molto bravi. E’ inutile fare numero, tanti giocatori non servono soprattutto se sono dei giocatori che non ti migliorano la qualità. Preferisco portare su dei ragazzi della Primavera che sono bravi e iniziare a metterli vicino alla Prima Squadra, cominciare a farli lavorare, poi magari durante l’anno possono trovare un pochino di spazio”.

Cosa ti ha detto Evra? Quali sono le prospettive?

“Il rapporto con lui… è stato chiaro lui, sono stato chiaro io… che la situazione è questa, lui si è preso del tempo per andare via o rimanere, in questop momento, visto che la situazione è questa, è giusto che si prenda il tempo per fare le riflessioni, poi vedremo. Tanto c’è tempo fino al 31 gennaio”.

Su Pjaca: Quest’anno hai utilizzato due moduli che non prevedono la presenza di un’ala pura come lui. Che tipo di funzione può avere? Può spingervi ad un cambio di modulo, magari con l’acquisto di un altro esterno?

“Innanzitutto bisogna fare un passo alla volta: la squadra è stata costruita in un certo modo, PJaca  è un giocatore che può giocare da esterno o nei due trequartisti sotto la punta, con la libertà di aprirsi e tagliare il campo. Cambia poco. E’ un giocatore forte, è arrivato dall’Europeo, è arrivato dalle qualificazioni con la Dinamo Zagabria, la frattura da un lato è stata negativa, dall’altro è stata positiva perchè gli ha dato tempo di recuperare psicologicamente e fisicamente. Ora al momento, a vederlo in allenamento, è un giocatore ritrovato, un giocatore che ha entusiasmo, sta bene fisicamente e secondo me sarà un ottimo acquisto per il mese di gennaio. E’ un giocatore che ha delle potenzialità straordinarie. E’ bello anche vederlo giocare, domani avrà sicuramente spazio. Non avrà i 90 minuti, quindi il tempo che gli darò a disposizione domani sicuramente è l’inizio della crescita del giocatore che ci darà una mano”.

A Spalletti hanno chiesto se allenerebbe la Juve e lui ha risposto: “Sì, sono un professionista”. Anche lei la vive nella stessa maniera? Si vedrebbe sulla panchina dell’Inter? O da livornese in quella del Pisa?

“Nel Pisa ho giocato, ma queste cose ormai fanno parte del tempo di tanti anni fa, quando c’era più campanilismo. Siamo dei professionisti, ha ragione Spalletti, l’importante è quando si lavora in un posto, che si lavori con grande serietà e con grande rispetto verso i tifosi, verso la società, verso i giornalisti. Poi può capitare di andare da una parte o dall’altra. Ora sono alla Juventus, sto bene alla Juventus, quindi vediamo cosa succederà nel futuro”.

A voi piace questa formula della Coppa Italia?

“La cosa è strana, perchè in quattro partite, Ottavi, Quarti, Semifinale…e se sei arrivato tra le prime otto vai in Finale. Ma è vero anche che non ci sono tempi e spazi per giocare altre partite di Coppa Italia. Bisognerebbe che il campionato fosse a 18 squadre, quindi con quattro partite in meno, così hai tempo e spazio per fare più partite in Coppa Italia. Questa è la formula, con questa bisogna andar avanti, a meno che non venga strutturata totalmente in maniera diversa la stagione”.

Domani può essere l’occasione per vedere un altro sistema di gioco? Magari un 4-3-3 con Cuadrado in campo dal 1’…

“Ripeto, devo vedere oggi. Si può giocare sicuramente con Cuadrado nei tre davanti o continuare a giocare con il trequartista, la partita è lunga, può andare oltre i 90 minuti e bisogna essere bravi a vncerla prima. E poi domenica abbiamo una partita importante come quella di Firenze, dove avrò squalificato Lichtsteiner. Domani quindi Lichtsteiner giocherà”.

Per Asamoah si prospetta un vero tour de force?

Lei ha ricevuto telefonate dall’Oriente?
“(ride, ndr) Parliamo di Asamoah e non parliamo della Cina. Asamoah ha fatto una bella partita, il problema di Asamoah è la condizione del suo ginocchio. Domani dovrebbe giocare di nuovo. Poi da giovedì rientrerà Alex Sandro, quindi domenica avremo in più Bonucci e Alex Sandro. La Cina ho detto lasciamo perdere… pensiamo alla partita di domani”.

Vogliamo fare un appello?

“In cinese (ride, ndr)”.

Tra Higuain e Mandzukic chi è più difficile lasciare fuori? Mandzukic l’altra sera non ha giocato e Higuain è uscito abbastanza arrabbiato per il cambio.

“Higuain non è uscito arrabbiato per il cambio, ma i giocatori quando sono in campo vorrebbero rimanere, quelli che sono fuori vorrebbero entrare. Più di undici non ne posso far giocare, quindi si devono mettere l’animo in pace. Quando entrano ed escono devono stare sereni, devono essere arrabbiati quando escono ma avere grande rispetto di chi entra. Mandzukic l’altra sera è entrato bene, è in un’ottima condizione fisica e mentale. Quindi se gioca Higuain o Mandzukic cambia poco, perchè ho fiducia in entrambi ed entrambi possono garantire a seconda delle loro qualità e caratteristiche, un valore importante per la squadra”.

La formula di questo Mondiale molto allargato. Qual è la prima sensazione?

“48 squadre sono tante e ci adatteremo. Vedremo come sarà strutturato, vedremo i tempi per poter iniziare a lavorare. E’ normale, da allenatore 48 sono tante, magari se fossi ct della Nazionale direi che va bene. Il calcio sta cambiando, si sta globalizzando, è venuta fuori la Cina, è venuta fuori la Russia, tra qualche anno altre nazioni…. stanno cercando delle formule per aumentare anche gli introiti, il calcio sta diventando business e show e quindi bisogna andare verso quella linea”.

Come procede il recupero di Dani Alves?

“Dani Alves oggi ha i controlli, a seconda dei controlli, come verrà fuori il risultato, riprenderà ad allenarsi e da lì decideremo i tempi di recupero che ci vorranno per essere in condizione per poter rientrare con la squadra”.

Come si spiega la grande stagione dell’Atalanta?

“Perchè c’è il grande merito della società oltre che di Gasperini, che è molto bravo a far giocare bene le squadre e a far crescere i giovani. Tra l’altro ha fatto tantissimi anni nel Settore Giovanile, quindi chi meglio di lui sa come si crescono i giovani. E soprattutto l’Atalanta ha una struttura importante a livello societario, di Settore Giovanile, e quando una società è forte e solida tutto il resto viene più facile. Quindi c’è da fargli solamente i complimenti”.

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