Fallo di reazione e rosso. Così Domenico Berardi aggiunge alla collezione un altro cartellino rosso, questa volta dopo aver scalciato Ansaldi in Genoa-Sassuolo. In 10 entrambe le squadre perchè anche Perotti, uomo mercato, si è fatto sbattere fuori. Due giocatori fondamentali per la propria squadra: talenti, geni e sregolatezza.

Sarà questo uno dei tanti motivi per il quale Domenico non è ancora in maglia bianconera. Si pensava fosse cambiato invece non è così: è ricascato nei soliti errori e questi atteggiamenti non sono ne da Nazionale e ne da grande squadra. Non è poi la prima volta: nel derby contro il Parma rifilò una gomitata a Molinaro, contro l’Inter a Juan Jesus, contro il Livorno un colpo proibito a Ceccherini. Una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde ma il secondo profilo si fa vedere spesso, troppo spesso. Anche con gli azzurrini si è guadagnato un cartellino rosso in una gara contro la Serbia lo scorso Marzo.

E non sono solo squalifiche per i cartellini rossi, a questi vanno sommate le squalifiche per diffida. Troppi gialli, numeri incredibili simbolo di nervosismo e di un atteggiamento non ancora da grande campione. Il primo anno in Serie A raggiunse un bottino di 10 cartellini gialli, lo scorso anno addirittura 13, quest’anno già 4, numeri incredibili per un attaccante. In due anni e mezzi ha collezionato 33 reti e 19 assist, statistiche che lo rendono uno di migliori in Europa. Deve assolutamente cambiare carattere per fare il salto di qualità, solo così può considerarsi un camapione a 360 gradi. per la Juve e la nazionale non è ancora pronto ma il problema non sono i piedi, visto ciò che ha fatti vedere in campo, ma la testa…