Come riporta Tuttojuve.com, la Procura Federale non ha chiuso nemmeno un occhio contro la Juventus e il presidente bianconero Andrea Agnelli: il procuratore Giuseppe Pecoraro ha richiesto due anni e 6 mesi di inibizione per Agnelli, mentre per la Juventus due gare a porte chiuse, ulteriore gara con la curva Sud chiusa e 300 mila euro di ammenda per la società, in merito alla vendita dei biglietti agli ultrà. In queste ore l’avvocato Paco D’Onofrio durante un’intervista ai microfoni di Tuttojuve ha chiarito la situazione. Ecco le parole di D’Onofrio:

Come giudica le pesanti richieste della Procura Federale? “La sentenza non c’è ancora, ma solo la richiesta della Procura federale che è assolutamente congrua rispetto alla linea accusatoria tenuta da Pecoraro in tutto questo periodo”.

Ci sono i margini per far cadere tutte le accuse del procuratore Pecoraro?
“Agnelli può dimostrare che la sua condotta permissiva con alcuni tifosi non ha alcuna attinenza con le ipotizzate infiltrazioni malavitose in curva e quindi potrebbe ottenere un’assoluzione o comunque una sanzione lieve. La Juventus come società di conseguenza subirebbe sanzioni minori, mai punti di penalizzazione comunque; se si attenua la responsabilità del suo presidente si attenua anche la sua”.

Lei ha difeso Luciano Moggi all’epoca di Calciopoli. Non le sembra di rivedere lo stesso accanimento?
“Con Calciopoli ci sono molte attinenze, la più evidente è che questi eventuali comportamenti della dirigenza bianconera – mai accertati, visto che addirittura nel processo penale la stessa non è assolutamente coinvolta – sono propri di molte altre società, eppure solo la Juve viene processata, quando è noto che certe infiltrazioni occupano curve di altre società e che ci sono stati casi nei quali malavitosi hanno assistito alle partite da bordo campo. Se le società, a mio avviso ingiustamente, devono considerarsi colpevoli, allora ci vuole uniformità di giudizio. Con Calciopoli, dopo che la Juve fu condannata, si scoprì che anche Facchetti si comportava in quel modo, anzi forse anche peggio –  proprio secondo la Procura federale che chiedeva la retrocessione in serie c per l’Inter -, ma tutto finì in prescrizione. In questo caso, se veramente si fosse voluto colpire il fenomeno e non una società, si sarebbe potuto fare un processo a carico di tutte le società coinvolte in queste dinamiche e che sono state già ascoltate dalla commissione parlamentare antimafia, visto che non essendoci in ballo penalizzazioni, i tempi più lunghi non avrebbero inciso sul campionato”.

Andrea Agnelli potrebbe essere costretto a lasciare la presidenza della Juventus in caso di pesante condanna?
“Una condanna superiore ad un anno potrebbe compromettere la Presidenza Agnelli, ma bisognerebbe leggere le motivazioni, capire se sarà poi possibile rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni dopo il secondo grado federale”.

Ci sono gli estremi per un’iniziativa legale della Juve contro Pecoraro per la vicenda dell’ormai nota intercettazione fantasma?
“Le dichiarazioni del procuratore federale alla commissione antimafia sono note e pubbliche e dunque la Juventus avrebbe potuto ritenere le stesse lesive e procedere, ma allo stato ha evidentemente deciso di non attivarsi in tale senso”.