Giuseppe Marotta ha parlato al Quotidiano Sportivo, soffermandosi sul mercato bianconero che con gli infortuni, ha dovuto cambiare strategie: “Siamo alla ricerca numericamente di un centrocampista, non di specifiche qualità, in un contesto di settore molto eclettico che annovera Pogba, Marchisio, Khedira, Pereyra. Dybala potrebbe fare il trequartista. Isco e Oscar sono due giocatori non stellari, ma farebbero al caso della Juve, purtroppo non sono nostri, non li prenderemo mai”.

SU POGBA – “Nel calcio moderno la decisione dei calciatori è fondamentale, Tevez docet. E’ scontato che lo vorremmo tenere fino a quando smette di giocare, non possiamo permetterci di fare pazzie in termini di stipendi, alcuni club possono garantirgli il doppio”.

SUL PUNTARE AI GIOCATORI ITALIANI – “E’ un plusvalore. La nostra proprietà è italiana, noi siamo italiani, avendo giocatori italiani, bravi e lo sottolineo tre volte, è più facile arrivare a vincere lo Scudetto. Sanno quanto è importante, come si fa a indossare la maglia della Juve. Aiutiamo la Nazionale. Bonucci è arrivato che era un ragazzino, oggi è un autorevole giocatore della Juve e della Nazionale. Gli italiani sono molto più legati alla maglia degli stranieri, prendete il caso di Tevez. E’ impensabile che un giocatore di quella caratura ci dica voglio tornare a casa. Se lo fa Bonucci, da Torino va a Viterbo”.

SUL SUO ARRIVO ALLA JUVE – “E’ stato il coronamento di un lungo e duro lavoro durato decenni. Sono un uomo di provincia, che viene dalla gavetta. Alla Juve dovevo arrivare un anno prima rispetto alla primavera del 2010. Per una mia valutazione sono rimasto alla Sampdoria, avevo un debito di riconoscenza verso Riccardo Garrone. L’avvento di Andrea Agnelli è stato decisivo”.