Si può dire che è cresciuto nelle giovanili dell’Inter ma in prima squadra non ci è mai arrivato: il tabellino segna zero presenze così come quello della Lazio, arrivato in prestito da Milano. Poi, Guilherme Siqueira arriva la svolta con la maglia bianconera dell’Udinese: 20 gare disputate e poi il prestito all’Ancona di Sirigu in Serie B dove colleziona altre 21 presenze ed una rete. Torna a Udine per disputare solo tre gare e per rendersi conto che il calcio italiano non fa per lui. Passa al Granada dove gioca un centinaio di partite andando in doppia cifra persino con i gol, ottimo per un terzino.

‘Si, perchè per mezz’ora, sono stato un giocatore del Real Madrid’, aveva sussurrato al suo direttore sportivo. Ed è proprio così perchè il contratto con i blancos era già firmato e si doveva attendere il trasferimento di Coentrao al Manchester United. E poi? Da Granada a Benfica, una strada tutta portoghese per intraprendere un cammino tutto europeo. Tanti amici, perchè ai tempi di Udine condivideva lo spogliatoio con gli amici Quagliarella, Isla, Pepe e Asamoah. Ma lo scorso anno, l’ultimo di Conte, regala un bel dispiacere alla Juventus con il suo Benfica: lui, vola in finale allo Stadium di Torino con il bianconero già nel destino.

Dopo l’esperienza a Udine lascia il calcio italiano ma da sempre lui ammette che ‘dell’Italia ho un ricordo molto bello’. Poteva tornare in Brasile dopo l’esperienza tricolore ma la chiamata da Granada gli cambiò la carriera perchè ‘gli regalò la gioia di respirare il calcio’. Tre anni e un centinaio di presenze, dodici gol: rigori alla Vidal, infallibile, e occhio alle punizioni a dir poco spettacolari. Nel 2012 viene eletto come ‘giocatore rivelazione’ dal campionato e dalla UEFA.

Rispetto i ricordi che ha lasciato in Italia, è diventato un signor terzino: corsa, tecnica e personalità. Barcellona e Valencia ci provano per lui, lo stesso il Real Madrid ma… si sa già come andò a finire. E il presente è con la maglia dell’Atletico con Inter, Juventus e nuovamente il Barcellona che lo studiano da vicino ma i colchoneros lo convincono e arriva da Simeone come sostituito di Filipe Luis ma ne prende il numero:3. Gioca titolare e conta trentasette presenze nell’ultimo campionato, poi una parabola discendente. Cartellini ingenui, a San Sebastiano un rosso da coprirsi gli occhi ed errori grossolani. Campo, panchina e tribuna. In Champions League ha ritrovato la Juventus ed ancora lo Stadium e potrebbe incontrare molto presto i bianconeri ma non più come avversari perchè il mercato bussa ancora per lui: la Juventus ha l’accordo con il club ed ora tocca a lui a dire ‘si’..